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Ne parliamo con il Prof. Christoph Hämmerle, Università di Zurigo

Come affrontare la pandemia del Covid-19 nello studio dentistico

I pazienti odontoiatrici non possono essere trattati con la mascherina. I professionisti del settore dentale sono quindi ad alto rischio di contagio? Quali sono le misure più importanti per affrontare la nuova situazione? Il Prof Christoph Hämmerle ci fornisce alcune risposte.

 

Professor Hämmerle, esiste un rischio maggiore per i professionisti del settore odontoiatrico di contrarre l'infezione da Covid-19?

Prof. Hämmerle: Attualmente non ci sono dati sufficienti per confermare o scartare questa ipotesi. È importante notare che il rischio di infezione in uno studio dentistico rispecchia la prevalenza della malattia nella popolazione generale.

 

Quali sono le fasi del trattamento che comportano un rischio particolare?

Prof. Hämmerle: Oltre ai rischi generali di trasmissione della malattia attraverso la tosse, la stretta di mano con una persona infetta, ecc., ci sono alcuni rischi particolari nello studio dentistico. Tra questi vi sono anche gli aerosol prodotti durante il trattamento odontoiatrico, che potrebbero contenere agenti infettivi, e la sterilizzazione impropria degli strumenti. 

Quanto elevato è il rischio di aerosol?

Prof. Hämmerle: Il volume del flusso d'acqua attraverso un manipolo a contrangolo è di circa 50 ml al minuto. La produzione di saliva non stimolata è circa 0.4 ml al minuto, stimolata circa 2 ml al minuto. Quindi, la saliva è diluita circa 25-100 volte. Questo è sufficiente per produrre aerosol contagiosi? Non lo sappiamo ancora. Pertanto, dove possibile, dovremmo evitare queste procedure.

 

Quali sono le misure più importanti messe in atto dalle cliniche odontoiatriche dell' Università di Zurigo?

Prof. Hämmerle: Le misure protettive iniziano già prima di entrare nello studio. Facciamo un colloquio telefonico prima dell'appuntamento per essere sicuri che il paziente non abbia alcun sintomo e che non sia un paziente a rischio, per esempio in cura con farmaci immunosoppressivi. Poi, al momento dell'ingresso in studio viene fatta una seconda intervista con un questionario sullo stato di salute e si controlla la temperatura del paziente. 

Poi ci sono già diverse misure di protezione nell'area di ingresso e nella sala d'attesa. Ci sono barriere fisiche tra i pazienti e il banco di accoglienza nell'ingresso, gli accompagniatori non sono ammessi, non ci sono giornali o riviste nello studio, le sedie in sala di aspetto sono separate e ogni paziente è dotato di mascherina. 

 

E durante il trattamento?

Prof. Hämmerle: Da un lato abbiamo migliorato i dispositivi di protezione personale – quindi, disinfettare mani e superfici, indossare mascherine, occhiali, schermi, cuffie e camici. E concediamo più tempo, 15 minuti in più tra i pazienti, per la disinfezione, la pulizia e la ventilazione dello studio.   

Dall' altro, abbiamo pazienti che si risciaquano con agenti antimicrobici prima di iniziare il trattamento e come ho detto prima, evitiamo gli aerosol. 

 

Quali agenti consiglierebbe per la puliza orale pre-procedurale?

Prof. Hämmerle: Due colluttori possono essere raccomandati sulla base della letteratura scientifica: soluzione di perossido di idrogeno allo 0.5-1% per 1 minuto o soluzione di iodopovidone allo 0.2%. La Clorexidina non è efficace contro un virus con una parete lipidica. 

 

Ci sono raccomandazioni per sostanze antimicrobiche da utilizzare in acqua per i diffusori ad aria?

Prof. Hämmerle: No.

 

È necessario un depuratore d'aria? 

Prof. Hämmerle: Non ci sono dati che indichino benefici da tali apparecchiature.

 

Quali mascherine sono raccomandabili per il personale di uno studio dentistico?

Prof. Hämmerle: Si consigliano le maschere FFP-2 senza valvola.

 

Come trattare i pazienti a rischio? Per esempio i pazienti anziani, pazienti con il diabete, o con malattie cardiache, ecc?

Prof. Hämmerle: Gestiamo i pazienti ad altro rischio separatamente in aree speciali, di solito al mattino presto o il pomeriggio tardi e concediamo ancora più tempo per la ventilazione e la pulizia tra i pazienti. 

 

L'Università di Zurigo prenderà in considerazione l'esecuzione di frequenti test Covid-19 per tutto il personale e i pazienti/visitatori? E quanto sarebbe frequente?

Prof. Hämmerle: Un effetto positivo dei test può essere ottenuto solo se vengono effettuati abbastanza test. Quindi i test intensivi solo locali non saranno di alcun beneficio. Strategie di test estensivi dovrebbero essere sviluppate quando il numero di infezioni è basso. Non è un compito facile per gli scienziati trovare una buona raccomandazione.

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