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Intervista

Chiacchierata con Gong Ping in Xi’An

Prof. Gong Ping è professore, consulente medico e direttore del Centro implantologico del West China College of Stomatology. Oltre a essere direttore associato del Commissione di Specialità di implantologia dentale della Chinese Stomatological Association, è membro attivo dell'American Academy of Implant Dentistry (AAID) e dell'International Association for Dental Research (IADR). È autrice e coautrice di diversi articoli su riviste specializzate e pubblicazioni, interviene in veste di relatrice a convegni nazionali e internazionali. 

Questo numero di Geistlich News è incentrato sulla ricerca e la pratica. Qual è la sua esperienza?

Prof. Gong: La ricerca e la pratica si completano reciprocamente. Prima di utilizzare una tecnica o un prodotto su un paziente, il primo passo consiste sempre nel basarsi sulla ricerca. Sono un'odontoiatra di una certa esperienza e quando mi presentano un nuovo prodotto sono sempre molto cauta. Voglio verificare personalmente se il prodotto è valido tanto quanto mi dicono, per cui consulto la letteratura scientifica, studio e sperimento. Seguendo questo approccio, capisco meglio i materiali e la loro applicabilità clinica. Un antico adagio cinese recita: "Chiediti sempre cosa e perché".


Le piace insegnare?

Prof. Gong: Ho avuto e ho tuttora studenti brillanti, che lavorano con grande serietà. Tutti i miei studenti che hanno deciso di restare presso la mia università dopo la laurea hanno ricevuto almeno un grant dalla National Natural Science Foundation, uno dei migliori istituti in Cina. È un grande onore per me! Cerco di restare in contatto con loro, abbiamo chat di gruppo. Parliamo e condividiamo informazioni in tutto il mondo. È un piacere essere un docente!


Ma lei lavora anche con pazienti... Come si pone con loro?

Prof. Gong: Cerco sempre di mettermi nei loro panni. Quale tipo di trattamento accetterei? Inoltre, cerco sempre di approfondire il background del paziente. Sono convinta che un trattamento basato sull'empatia sia la soluzione migliore per ottenere benefici a lungo termine. Insegno questo approccio anche ai miei studenti. È importante che il paziente si senta a proprio agio, soprattutto in un ospedale universitario. Offro ai miei studenti la possibilità di interagire con i pazienti. Sono al loro fianco, li ascolto e li sostengo. 


Un approccio all'insegnamento che potrebbe sembrare duro...

Prof. Gong: Non sono dura, ma ho le mie regole. Al paziente bisogna dedicare tutta la propria attenzione. Il cellulare non è ammesso durante il lavoro, e non mi si deve interrompere quando visito. Dopo il trattamento, incoraggio i miei studenti a chiamare i pazienti per il follow-up. Poco importa che tu abbia molti pazienti da trattare e che tu sia molto impegnato ogni giorno: devi finire quello che hai iniziato.


Da bambina cosa sognava di diventare?

Prof. Gong: Sono figlia di medici. Mia madre è pediatra, mio padre ortopedico. Non abbiamo mai avuto una cena in famiglia, neanche per il Capodanno cinese. Sebbene sopportassi male il fatto che i miei genitori erano sempre impegnati, capivo anche che il loro mestiere era quasi una missione. Ho deciso, quindi, di diventare medico anch'io.


E perché l'implantologia dentale?

Prof. Gong: Da bambina ho avuto tantissimi problemi ai denti e vicino a noi non c'erano molti ospedali odontoiatrici. Per cui, quando sono andata all'università, ho scelto odontoiatria senza neanche prendere in considerazione altre facoltà. Una volta mi hanno detto: "I denti rivelano tutta la tua vita. La cura dei denti esisterà sempre!" Non direi, dunque, che era il mio sogno, ma piuttosto un'ossessione!

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